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COMMONERS VOICES

Bella la vita studentesca!!

Come tanti e tante coetanee che vivono l’esperienza universitaria in Italia, ho parecchie cose negative da fare notare. Primo fra tutti, lo spropositato costo delle rette. Nel frattempo le aule cadono letteralmente a pezzi (come è successo al Politecnico di Milano, sede Bovisa), e i professori sono svogliati e poco disponibili (li pagheranno poco?). Poi: abbiamo libri con costi davvero eccessivi (per materie scientifiche, vuoi per le immagini, vuoi per il numero di pagine, si arriva anche a pagare più di 100 euro cadauno!!). Inoltre abbiamo orari di lezione stratosferici in alcune facoltà che non lasciano il tempo né di studiare né di avere una vita sociale (forse anche per questo i professori sono scazzati a loro volta?). Da ultimo, ovviamente le strumentazioni sono obsolete e molto spesso rotte e inusabili.

Molte volte tra noi ci troviamo a condividere questo pensiero: in paesi come la Francia, per esempio, l’università costa molto meno, e gli studenti hanno un reddito erogato dallo stato che consente loro di mantenersi anche fuori casa.

Gli studenti italiani, se avessero agevolazioni di questo tipo, vivrebbero volentieri fuori dalla famiglia. Siamo tutt'altro che “mammoni”! Il punto è che se devi studiare e vuoi vivere per i fatti tuoi, devi obbligatoriamente lavorare almeno part-time tutti i giorni (e già qualche lavoretto lo devi comunque fare per pagarti le uscite con gli amici). Dunque inviterei la politica a ragionare seriamente su questi temi! Arrivederci.

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4 Comments

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Anonymous

December 19, 2018 at 15:28

Non posso che concordare. Lo scivolamento verso il basso dell'università italiana è evidente e nonostante ciò, comunque (ma ancora per poco), il livello medio di preparazione degli studenti e - soprattutto - delle studentesse è superiore alla media europea. Negli ultimi tre anni, gli stanziameni per il Fondo universitario si sono ridotti di più di un miliardo (grazie Gelmini) e non è certo l'aumento di 50 milioni degli ultimi due anni (che se ne vanno via solo per costi burocratici, vedi centrale degli acquisti) che può segnare un inversione di tendenza. L'Italia è il paese che in Europa ha meno investito in istruzione (grazie austerity!!) e le tasse universitarie sono aumentate negli ultimi anni di quasi il 20%. Per non parlare degli stipendi dei docenti e del personale, che sono i più bassi d'Europa (a parità di potere d'acquisto) Ogni volta che finisce un A.A. occorre gridare al miracolo. E' la prova dell'esistenza di Dio :-)

Card my life through a lens 110632

CommonADA

December 19, 2018 at 22:31

Vorrei condividere 3 punti basati sulla mia esperienza passata di studente e presente di docente in Italia e all'estero. 1) Gli studenti italiani sono in media bravi e vengono preferiti agli esami di dottorato all'estero 2) Molti dei colleghi italiani sono eccellenti 3) L'Universita' Italiana e' a costo zero per gli studenti (vedi tasse universitarie inglesi) e per lo stato (vedi investimenti per la ricerca nel resto di Italia) 4) Ritengo che l'università' debba essere a costo zero per gli studenti, ma inviterei il nostro stato a pensarci un po' su...............

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cafumeo

December 24, 2018 at 17:13

Con la nuova manovra economica in Italia, vengono bloccati le assunzioni nella Pubblica Amministrazione sino al 15 novembre 2019. Ciò può significre che i posti messi a concorso per coprire il deficit del personale tecnico-amministrtivo e docente slittino al 2020. Non si può andare vanti così! Possibile che l'Itala sia l'unico paese che vede l'istruzione come costo e non come investimento per il futuro delle giovani generazioni?

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rckdqbha120

December 30, 2018 at 13:33

Purtroppo l'Italia è tra i paesi che investono meno in istruzione e ricerca: terzultima in Europa per le spese in istruzione e 27sima al mondo tra i paesi che spendono di più in ricerca (in percentuale sul prodotto interno lordo al netto delle spese per la difesa), al di sotto della media dei paesi dell’OCSE e al di sotto della media dei paesi della UE a 28. Anche il nuovo governo, nonostante le dichiarazioni e le promesse di cambiamento, alla fine sta penalizzando l'università non meno dei precedenti. Rimando a questo scambio tra il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e il vice-ministro Fioramonti in relazione ai tagli previsti dalla manovra. https://www.valigiablu.it/universita-studenti-governo-tagli/