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STORIE

Generazioni Precarie nel festival delle Camere del lavoro autonomo e precario

Nel corso delle tre giornate del festival delle Camere del lavoro autonomo e precario, ospitate dal Casale Garibaldi, meraviglioso luogo di autogestione nel cuore di Casilino 23, si è tenuta la presentazione di Generazioni Precarie. Una conricerca tra percezione del rischio, bisogni emergenti, welfare dal basso. Un lavoro condotto da Giuseppe Allegri, Sabrina Del Pico, Andrea Fumagalli, Sandro Gobetti, Cristina Morini, Luca Santini e Rachele Serino, tutti e tutte attiviste/i del Basic Income Network (BIN Italia).


Le autrici e gli autori hanno sviluppato la ricerca a partire da alcune semplici ma fondamentali domande relative a come sia cambiata la soggettività precaria negli ultimi venti anni nel nostro Paese e quali siano i sogni e bisogni delle generazioni del lavoro “non standard” che si sono succedute negli ultimi decenni.

Abbiano discusso i risultati della conricerca domenica 2 giugno insieme a Rachele Serino e Sandro Gobetti introdotti dalle preziose considerazioni di Roberto Ciccarelli. Una discussione seria e approfondita che ha permesso di sviluppare e raccontare questa ricerca svoltasi per il progetto europeo PIE News/Commonfare Horizon 2020, con il BIN, appunto, come partner italiano.

L’analisi parte da lontano, dalle prime trasformazioni giuslavoriste che a metà degli anni Novanta hanno ridisegnato il mondo del lavoro in Italia ponendo in relazione soggettività anagraficamente differenti che la precarietà ha modellato in questi due decenni. Attraverso interviste e focus group, condotti nelle due più grandi città italiane, Roma e Milano, le analisi qualitative sono emerse dal campo. Gobetti e Serino hanno argomentato alcuni dei risultati, mostrati attraverso il supporto grafico di slides, restituendo alla discussione le trasformazioni del tessuto produttivo, del mercato del lavoro, del sistema del welfare ma anche i rapporti affettivi e il modo di auto-percepirsi delle generazioni precarie pur nella loro differenziazione interna.

Sulle continuità e discontinuità delle due precarietà molto hanno insistito i due autori, mostrandoci come l’esperienza precaria abbia formato le soggettività e le loro resistenze. La ricerca ci racconta che chi ha conosciuto solo in secondo momento lavorativo la precarietà, ossia chi si colloca sopra i 35 anni, ha risposte e desideri differenti rispetto a chi è un nativo precario. Per quanto queste forme di vita divergano (e la ricerca ha portato ad emersione una capacità di resilienza ed equilibrio maggiore dei nativi), questo però non significa che desideri e necessità non arrivino a convergenze e assemblaggi.  Tra le esigenze primarie è emersa la necessità di una continuità di reddito tale da permettere la sottrazione al ricatto perpetuo del lavoro povero, desiderio che molti partecipanti alla conricerca hanno voluto definire come erogazione di un reddito minimo garantito. Ma evidente è anche la richiesta di servizi di welfare indispensabili per vivere e sognare degnamente in metropoli come Milano e Roma: la casa e i trasporti soprattutto.

L’importanza attribuita a sogni, resistenze e voglia di trasformazione consentono – così come già hanno fatto in questi anni le lotte sindacali, parziali ma fondamentali, le mobilitazioni politiche femministe e migranti ma anche la letteratura, la musica e il cinema – di ribaltare la retorica mainstream, che insiste nel fotografare queste generazioni come inette e incapaci, impossibilitate a sviluppare progetti di vita e incastrate in un’eterna assenza di futuro.

L’elemento più prezioso di questa presentazione è la possibilità di proseguire questo percorso di inchiesta anche attraverso gli sportelli che settimanalmente le CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario – animano, tentando di proseguire nel lavoro di approfondimento e di conoscenza dei soggetti che incontriamo e che hanno bisogno di sviluppare un punto di vista specifico e di poter prendere parola in prima persona sulle proprie condizioni.


Clap bin

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3 Commenti

Anonymous avatar

Anonimo

giugno 05, 2019 at 14:45

Ben fatto!

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Quia

giugno 05, 2019 at 15:15

"sogni, resistenze e voglia di trasformazione"... bellissimo!

Card il cielo sopra berlino

C_M

giugno 07, 2019 at 17:22

Ottimo! Grazie