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Il Gasper è un gruppo di acquisto solidale (G.A.S.) nato nel 2008 nella zona del Municipio II di Roma per acquistare prodotti alimentari (e non solo) e servizi secondo uno standard etico. Il Gasper si auto-organizza grazie al lavoro volontario e sostiene iniziative per diffondere il consumo critico e consapevole. Sono coinvolte circa 50 persone con nuclei familiari giovani con bambini, adulti, single, studenti, lavoratori, professionisti etc. Si fanno delle riunioni una volta al mese ma ci si incontra in altri momenti: durante iniziative culturali, quando si presentano i produttori e soprattutto quando c’è la distribuzione dei prodotti in cui si mangia insieme, si cucina insieme, si scambiamo ricette, storie personali, si discute delle attività del GAS, dell’ organizzazione etc. Le idee, le proposte e le criticità sono valorizzate poi nelle riunioni in cui vengono prese le decisioni. Le attività sono tutte volontarie. Chi si iscrive lascia una caparra di 50 euro per la “cassa comune” che a volte è stata utilizzata come ammortizzatore sociale, per sostenere chi aveva difficoltà economiche così da poter acquistare i prodotti e restituire i soldi con comodità, ma anche per garantire al produttore di poter ricevere il pagamento. Ogni GAS è indipendente e si organizza in relazione al territorio in cui si trova, alle persone che aderiscono, al dibattito interno ma esiste una rete, cittadina, regionale e nazionale, per raccogliere esperienze e scambiare informazioni. I punti in comune tra tutti i GAS sono i principi di base che tengono conto di molte cose: la scelta dei prodotti e dei produttori, la qualità del cibo e del lavoro, ma soprattutto interrompere la divisione produttore-consumatore per una modello fatto da “co-produttori”. La relazione con i produttori è alla base di un GAS. Si realizzano incontri presentando il prodotto ed il produttore come lavorano, se hanno dipendenti, dove si trovano, se producono in maniera biologica etc., per sviluppare forme di cooperazione tra chi produce e chi acquista. Questi ultimi vanno anche a trovare il produttore sul terreno. All’interno di un GAS si sviluppano anche altre relazioni con uno scambio di competenze, informazioni, cose e servizi aumentando le opportunità anche sull’economia individuale e sviluppando una sorta di “economia del dono”. Come  fosse una “banca del tempo” molti bisogni vengono soddisfatti grazie alla fiducia reciproca. Questo riguarda anche opportunità di lavoro che sono condivise. Vi è inoltre una ricaduta sulle economie di coloro che lavorano la terra perché per la scelta dei produttori si tiene conto delle condizioni di lavoro, su come vengono pagati i dipendenti, se hanno un regolare contratto di lavoro etc. Chi lavora per un produttore collegato ad un GAS sa che non potrà essere malpagato, sfruttato, vilipeso, perché questo comporterà la fuoriuscita dal circuito dei GAS.
 
 
I Gas si trovano in tutte le città italiane, sono diventati centinaia e partecipati da migliaia di persone e possono essere replicati ovunque purchè si mantengano i principi base che sono poi innovativi e sostenibili: non inquinare e impoverire l’ambiente; combattere la speculazione della grande distribuzione; ottenere un prezzo giusto per gli acquirenti e i produttori; favorire i contatti diretti con i produttori, la conoscenza dei prodotti e la socializzazione delle filiere produttive; acquistare prodotti da agricoltura naturale ed ecologici; incoraggiare la cittadinanza attiva e la partecipazione sociale; contribuire all’economia locale; assicurare la giusta remunerazione e i diritti dei lavoratori; privilegiare il piccolo rispetto al grande, la produzione artigianale rispetto a quella industriale; sostenere le economie locali e preservare la qualità; ridurre l’impatto ambientale.
 
L'intera storytelling del Gasper Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) San Lorenzo Roma si trova nel libro "Generazioni Precarie.  Una conricerca tra percezione del rischio, bisogni emergenti, welfare dal basso”,  che fa parte della  “Commonfare Book Series
Qui il report completo della ricerca in inglese

Per maggiori informazioni e contatti:
Via dei Bruzi 6, S. Lorenzo, Roma
http://www.gasroma.org/tag/san-lorenzo/  
 

 

1 Comment

Anonymous avatar

Anonymous

September 15, 2018 at 11:30

Esperienza molto interessante...si potrebbe dire che la rivoluzione non è un pranzo di gala ma inizia con un pranzo dove si mangia sano e consapevole